... la Fine è imminente... a te la scelta... fuggire o metterti comodo in poltrona a godertela! FACEBOOK: Aleks Kuntz... ma scrivimi che arrivi da splinder!


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Grafica: Sonia
Immagine: Virtical
Brushes: Ransie3
Da DeviantArt.

.mercoledì, 24 giugno 2009.


We, Us and Everyone we know

0003

Il fascino cornuto dell’ordinario… (della scrivania accanto)

Chiama 113 per ladro,ma è l'amante

Pavia, marito scopre di essere tradito

Ha chiamato il 113 chiedendo alla polizia di intervenire subito a casa sua per la presenza di un ladro. Gli agenti si sono precipitati nell'appartamento di un professore universitario, in pieno centro a Pavia, ma invece del ladro hanno trovato nascosto un uomo seminudo e spaventato. Tra l'imbarazzo generale, tutti i presenti hanno capito che non si trattava di un malvivente, ma dell'amante della moglie del professore. La storia che ha messo in subbuglio l'università di Pavia, una delle più antiche e prestigiose d'Italia, perché i protagonisti sono due docenti e un assistente dell'ateneo. In città e nell'ambiente accademico è cominciata la caccia ai nomi. Ma per il momento di noto e confermato c'è solo il rapporto dei poliziotti che non hanno potuto fare a meno di stendere la relazione del loro intervento. Sono le 8 del mattino di alcuni giorni fa quando il docente esce da casa, per recarsi all'Università. La moglie, pure lei docente, resta a letto. Quel giorno non ha nè corsi nè esami. Il professor si incammina verso l'ateneo ma dopo qualche centinaio di metri si accorge di aver dimenticato qualcosa a casa, pare le chiavi della sua scrivania. Non è neppure passata mezz'ora e, convinto che la moglie stia ancora dormendo, rientra silenziosamente. Nel buio vede un'ombra furtiva nel corridoio. La sagoma cerca una via di fuga, ma l'accesso verso la porta di casa è sbarrato dal docente. Allora si infila in una stanza e si chiude a chiave. Con il cellulare in mano digitando il 113, il professore corre preoccupato in camera da letto, ma la moglie sembra tranquillamente addormentata. La volante nel frattempo è arrivata. I poliziotti salgono in casa, intimano all'intruso di uscire dalla stanza in cui si è rifugiato. Ed ecco la sorpresa: il ladro è un assistente che il docente conosce bene. Pare anche sia seminudo e questo particolare non lascia più dubbi. Si è alzata anche la donna, l'atmosfera è talmente turbata, i volti così pallidi che nessuno sa dove guardare. "Vi prego di scusarmi", dice il docente ai poliziotti. Gli agenti fanno il loro lavoro, prendono le generalità di tutti ed escono. Nella relazione accennano semplicemente ad un equivoco, un falso allarme insomma. Quello che si sono detti dopo marito e moglie non è più materia da verbale di polizia.
A parte che purtroppo il giornalismo di cronaca spesso omette una serie di particolari interessanti e davvero irrinunciabili del tipo:

- Cosa indossava esattamente l’assistente mentre usciva dalla porta sotto il pressante ma crediamo educato invito della forza pubblica? Non è cosa di poco conto, infatti, capire se, oltre ad arrivare al portone, entrarvi e salire le scale sia anche riuscito a sfilarsi la parte di sopra o quella di sotto. Indossava ancora le scarpe? Era in calzini? Di che colore please?

- Quali sono state le parole, le prime, udite dai vicini mentre si avviava il compassato chiarimento tra moglie e marito? L’incredibile forza d’animo del docente, già manifestata con le semplici parole “Vi prego di scusarmi†non può aver partorito un semplice “Puttana – Vecchia stronzaâ€â€¦ sono sicuro che ci sia stata una ricerca molto più fine. Tutta da indagare.

- Quali sono i commenti nel bar sotto la questura. Nessun giudizio sugli attori in causa può essere più obiettivo di quello fornito dagli operatori che hanno prestato il primo intervento.

Dopo le scazzottate in autolettiga per “lavar nel sangue†l’onore ferito, anche davanti ai bambini… il cortese cornuto entrato oramai a pieno diritto nella classifica degli emblemi viventi della commedia sexy all’italiana – nella parte ovviamente del perdente – squarcia un velo sul triste destino riservato al baronato…

Per ora i precari vi prendono le mogli… domani passiamo alle cattedre!

Vergato da Scrivente su richiesta di AleksKuntz alle 15:03
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.mercoledì, 17 giugno 2009.


We, Us and Everyone we Know

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Devono essere soccorsi dal 118.
Cassiera lei e guardia giurata lui, entrambi sposati e con prole, da tempo erano amanti. Ma la loro ultima performance erotica, nelle toilette del centro commerciale della Bergamasca dove entrambi lavorano, è diventata un incubo per entrambi. Qualcosa, infatti, è andato storto, e i due sono rimasti attaccati. Alla fine, disperati, hanno dovuto chiedere aiuto al 118 che, ancora avvinghiati, ha trasportato i due amanti all'ospedale. Tutto è cominciato, riferisce la "Gazzetta dell'Adda", quando la cassiera, appena terminato il turno di lavoro, ha cercato il suo amante: la guardia giurata ha detto ai colleghi che si sarebbe allontanato qualche minuto per un caffè e ha raggiunto la donna in un bagno. Qui la loro passione ha preso il sopravvento, e i due si sono avventurati in un rapporto anale. Ma qualcosa è andato decisamente storto, e i focosi amanti non sono più riusciti a staccarsi. Dopo diversi, inutili tentativi, i due hanno dovuto chiedere soccorso al 118: gli infermieri, non senza parecchio imbarazzo, hanno caricato i due sull'ambulanza dopo averli opportunamente nascosti sotto un telo durante il trasporto in barella, e li hanno trasportati all'ospedale per l'operazione di distacco. L'arrivo dell'ambulanza al centro commerciale, però, non è passato inosservato: attorno all'autolettiga si è infatti radunata una folla di curiosi. Tra questi anche il marito della cassiera, che con il figlio si era recato al supermercato per fare la spesa e stava attendendo la fine del turno della consorte. Quando si è accorto che sotto il telo c'era la moglie e che "incollato" a lei c'era un altro uomo, è svenuto ed è stato soccorso dal personale del 118. Pochi minuti dopo il malcapitato si è ripreso, e i presenti hanno dovuto faticare non poco per evitare che compisse una follia. Oltre alla scoperta in flagrante e all'imbarazzante figura, la scappatella dei due amanti si è quindi conclusa anche con il licenziamento in tronco della guardia. La cassiera, invece, si è salvata, almeno dal punto di vista lavorativo, poiché al momento dell'"incidente" non era più in servizio.

Tutti avranno letto di questa storia così wertmulleriana di “Cassiera e guardia giurata incastrati in un bagno pubblico che diventa scannatoio†che presto è diventata “Un’autolettiga chiamata ring da boxeâ€. Tutti i più attenti sapranno anche che non è il primo incidente che capita a due amanti focosi poco esperti di “b-sideâ€. Molti non ignoreranno infatti che già una coppia di vigili urbani di una metropoli del settentrione durante un turno di notte erano stati soccorsi nella guardiola di una rotatoria in provincia… “stretti in un lurido abbraccio da tergoâ€â€¦

Sono decine gli incidenti di questo tipo. Corpi che dopo essersi avviluppati decisi in un rapporto contro natura – chissà perché poi… visto che la dotazione c’è – non riescono più a star soli. Eppure tutto questo continua a succedere. Eppure sono decine le coppie, quasi sempre clandestine, costrette a ricorrere alle imbarazzanti attenzioni del servizio sanitario nazionale per riuscire ad “uscire†letteralmente da una brutta situazione.

Chiariamolo una volta per tutte, allora:

Incidenti di questo tipo hanno alla base due motivazioni onnipresenti:
- la penetrazione avviene quando l’asta non è ancora un uovo sodo ma si presenta ancora in forma barzotta – da badium ossia a mezza cottura

- il corpo recettore non è rilassato.

L’asta quindi tende ad assumere la sua forma granitica all’interno ritrovandosi costretta in un pertugio che prende ad aderire. Per un complesso sistema di pressioni e costrizioni il sangue affluito ai corpi cavernosi maschili non riesce più a defluire mantenendo l’asta in quella guisa. Il recettore, non rilassato, continua a premere ed aderire. In questa situazione… solitamente si è presi da quello che normalmente si definisce ansia da incapacità di distacco. I movimenti si fanno convulsi, si prova a scappare, fuggire da una situazione. Claustrofobia del cazzo… è proprio il caso di dirlo. È in questo momento che, di solito, un capillare maschile cede di schianto… rilasciando sangue che non defluisce ma semplicemente contribuisce a gonfiare una zona che si trova prigioniera all’interno del corpo di lei.

E non si scappa più.

Sperando di aver fatto un servizio di utilità sociale spiegandovi ancora una volta cosa NON si deve fare… buon divertimento!

Vergato da Scrivente su richiesta di AleksKuntz alle 14:29
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.mercoledì, 10 giugno 2009.


Us, We, and Everyone we know!


0001


Alzi la mano chi sa qual è esattamente il significato dell’espressione “Parola Sicuraâ€.


Nel gergo sado-maso la “Parola Sicura†è quella espressione concordata, conosciuta da ambo i partner, alla quale sempre e comunque le ostilità, i giochi di potere, le pratiche di degradazione-umiliazione-erotismo devono cessare perché chi l’ha pronunciata evidentemente non si sente più tecnicamente a suo agio in quel gioco o in quella parte.

Ed è abbastanza evidente che parole come “Aiuto!†oppure “No ti prego…†non valgano assolutamente visto e considerato che spesso vengono utilizzate solo per accendere ancor di più il desiderio e fortificare le due parti su cui comunque il rapporto S/M e gli stessi ruoli di Schiav* e Domin* si fondano. Alla richiesta di aiuto o all’implorazione solitamente ci si sente autorizzati nel gioco a rincarare la dose per sentirsi e farsi percepire come “ancor più Domin*â€â€¦ mentre le implorazioni conferiscono al partner Schiav* la sensazione di essere davvero in balia del dominante.

Bisogna cercarne una davvero giusta. Pensare che il 94% degli incidenti sessuali – spesso mortali – potrebbero essere evitati con l’uso di una corretta “Parola Sicura†è raccapricciante. Soffocamenti, lacerazioni, ulcerazioni e ustioni… tutto potrebbe essere banalmente evitato concordando una semplicissima parola che dia l’immediata percezione al partner di un reale pericolo o un concreto disagio. “Fragole…†potrebbe sembrare adatta ma il facile equivoco che l’uso di alcuni frutti nell’immaginario erotico instilla mi fa pensare che non si tratti poi di una “Parola†così “Sicuraâ€. Eppure non m’arrendo… una, almeno una ci sarà. Magari una parola complicata, di impossibile accostamento con quello che avviene, con la sfera del sesso in generale.

…

… non so perché in mio soccorso arrivano gli Offlaga Disco Pax e l’ultimo concerto visto. E mi pare di trovare con facilità una parola che possa fare al caso mio. “Bachelite!â€. Inequivocabile. Semplice da ricordare. Difficile da poter confondere già dal primo ascolto. “Bacheliteâ€â€¦ e le coppie Sado Maso non dovranno più rischiare di essere vittime consapevoli di un incidente sessuale domestico o out-door. Certo… che mondo è divenuto quello dove bisogna scomodare la Bachelite perché buontemponi allupati non rischino di morire strangolati, legati, ustionati, vescicati… solo perchè non sanno controllarsi nel gioco. Che mondo è il nostro se fa il giro del mondo la notizia di un cretino che resta incastrato col pene in una panchina… mentre quello che di importante ci sarebbe da sapere e commentare finisce irrimediabilmente in dodicesima serata, in cinquantaquattresima pagina o simili. E soprattutto che mondo è quello in cui anche due suicidi di schiavi scoperti in flagranza da coniugi/amici/parenti/medici curanti… finisce per essere catalogato tra gli “incidenti da rapporto sessualeâ€?


Bachelite! Tenetelo comunque a mente.

Vergato da Scrivente su richiesta di AleksKuntz alle 14:43
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